Diamo il via a PopupMakers!

23/02/2013 at 18:10

popupmakers

PopupMakers è un evento mensile per accelerare connessioni e collaborazioni nel movimento dei Makers. I protagonisti raccontano un loro progetto: parole e immagini ma soprattutto un prototipo da mostrare. 10 minuti per condividere l’idea, il processo di creazione, gli intoppi e le scoperte del work-in-progress. A seguire 15 minuti di Q&A dal pubblico, persone pronte a fornire un punto di vista creativo sul progetto e magari facilitarne il completo sviluppo.

Programma 20 febbraio, dalle 19

  • dotdotdot: Sliding monitor, autocostruita e prototipata utilizzando Arduino e il motorshield.
  • DENIS SANTACHIARA: 3 progetti di Design & 3dprinting
  • RECIPIENT: Interactive Pepper ghosts, proiezioni olografiche mappate in tempo reale

Special Guest della serata: Massimo Banzi e Josef Prusa

Hanno scritto dell’evento: Wired e Domus

Avete un progetto da proporre per la prossima edizione? Scriveteci a pop[at] popupmakers.net

Popupmakers è un evento organizzato da:
dotdotdot  - OfficineArduino  - Openp2pDesign.org - Sociopratiche.org - Wefab.it

L’open-source applicato agli oggetti fisici, funziona?

19/12/2012 at 13:12

Per chi non l’avesse ancora letto, ricordiamo la tesi di master (2010) del fondatore di Ultimaker, Erik de Bruijn che affronta il tema dell’open-source applicato agli oggetti fisici:
On the viability of the open source development model for the design of physical objects: Lessons learned f…

Erik,  collabora da tempo con il progetto RepRap e con Eric Von Hippel al MIT e recentemente è intervenuto a Codebits con uno speech sulla stampa 3d e l’opensource. Cliccate l’immagine qui sotto per raggiungere il video:

erik ultimaker

Le ragazze del Bronx vincono con la robotica

27/11/2012 at 18:30

Un bel documentario con la storia delle Iron Maidens, il team di ragazze della Bronx High School of Science che ha vinto il concorso FIRST di Robotica a New York nel 2011:

iron maidens

Dalla Fabbrica alle Fabbriche

27/11/2012 at 17:33

flyer dfaf

Venerdì 21 Novembre si è tenuto il Camp di Dalla Fabbrica alle Fabbriche che, per la prima volta nell’area metropolitana milanese, ha affrontato il tema della nuova rivoluzione industriale con un evento che ha fatto parlare alcuni protagonisti della scena locale, presso lo spazio Made in Mage a Sesto.

Progettare collaborativo, cultura maker, nuova manifattura e artigianato digitale sono stati gli argomenti principali che abbiamo discusso insieme a Massimo Banzi, Stefano Micelli, Deborah Lucchetti e molti altri ospiti. L’evento è stato organizzato da Wefab insieme ad Arci Milano all’interno di “IF Immagina il Futuro”, l’iniziativa promossa da Provincia e Camera di Commercio di Milano.

 

I vincitori di Design Smash 3D

22/10/2012 at 13:14

Design Smash 3D si è svolto sabato 20 ottobre con 8 team attivi supportati da altrettanti team di Macchinisti di stampanti 3D.  A breve pubblicheremo le foto dell’evento ma intanto vi mostriamo i risultati del contest votato dalla giuria. Enjoy!

Il tema del contest:

Illustra ai tuoi nonni le meraviglie della stampa 3d

Progetta un oggetto che serva per far capire a tuo nonno/nonna cosa significa la nuova rivoluzione industriale e che i cataloghi come DMail e Postal Market sono ormai roba vecchia! La tecnologia di stampa 3D non è solo un metodo per produrre oggetti in maniera automatica, è uno strumento che consente di creare oggetti altrimenti impensabili e personalizzati al massimo, con dettagli impossibili da realizzare con altre tecniche.

Crea un oggetto che sia esemplificativo e che racchiuda in sè tutta la figosità della stampa 3D. Puoi presentare: – un oggetto a cui nessuno ha ancora pensato – un hack per dare nuove funzionalità ad oggetti di uso comune

UPDATE: Tutti i file sorgente degli oggetti sono pubblicati su Thingiverse

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1° posto

Team: Jambro – Filippo Mambretti e Jennifer Carew

Titolo del progetto: Mino

Mino è una famiglia piedini per bastoni da passeggio, una sorta di ‚”terza scarpa” in grado di attribuire nuove prestazioni ad un oggetto di uso quotidiano.

jambro team

jambro team – foto di http://shootingshah.photoshelter.com/

jambro - Mino

Da sinistra: al parco, sul nevischio, sulla sabbia, per giocare col nipotino

mino

Mino stampato in 3D

 

2° posto

Team: Sono tuo padre - Tiziano Berti, Francesco Pacelli, Giacomo Wilhelm

Progetto: Swingthing

Swingthing proietta il bastone da passeggio in una dimensione giocosa: il nonno è un campione di golf, il bastone è testimone generazionale!

SwingThing

SwingThing

 

SwingThing

Foto SwingThing stampato in 3D

 

3° posto

Team: Zooilab – Nicola Brambilla, Daniele Usuelli, Giorgia Brusemini, STefano Iorino

Progetto: Feed your grandson!

Come convincere il nipote a mangiare le verdure? semplice! Con le polpette a forma del suo videogioco preferito!

Feed your grandson by Zooilab

Feed your grandson by Zooilab

 

Feed your grandson by ZooilabFeed your grandson by Zooilab

Biscotti fatti utilizzato gli stampi in 3D

 

Design Smash 3D – La giuria

18/10/2012 at 09:51

I progetti delle squadre. che rispondono a questo Brief, verranno valutate da una giuria composta da:

denis santachiara- Denis Santachiara

designer anomalo e outsider nel panorama internazionale, inizia con opere tra arte e design esposte in varie manifestazioni tra cui: Biennale di Venezia 1980 ,”Tutte le arti tendono alla Performances”’Palazzo dei diamanti Ferrara 1982 ,Documenta 8′ Kassel – Triennale di Milano 1982/84/86 /96 /2001/2004- Quadriennale di Roma 1998.

 

 

 

Enlai Hooi- Enlai Hooi

architect designer, insegnante, scrittore e fondatore dell’evento internazionale Design Smash

 

 

 

 

 

slic3r - ranellucci- Alessandro Ranellucci

programmatore e creatore di Slic3r il traduttore da stl a gcode per le stampanti RepRap

 

 

 

 

 

- Nadia El-Imam

ingegnere, artista, direttore creativo di Edgeryders e interessata all’uso delle tecnologie digitali per affrontare complesse sfide sociali

 

 

 

 

antonio giusti- Antonio Giusti

nonno, psicoterapeuta e appassionato di robotica

 

 

 

 

Ma anche il contributo dei visitatori è importante! Ogni squadra presenterà il proprio progetto davanti a presenti e il supporto sonoro del pubblico potrebbe anche essere d’aiuto per “influenzare” la giuria!!! :)

 

 

 

Design Smash 3D – The party

10/10/2012 at 15:44

KISK at Design Smash 3D

 

Giuseppe D’Alessandro aka Kisk è label owner di Apparel Music, etichetta di stanza a  Londra ma con radici multiculturali.

Dopo anni di gavetta milanese nei localacci più storici, centri sociali, sfilate, e anche un po’ di radio,  si dedica alla produzione.
Indaga vari generi, dal trip-hop allo swing, per poi attraversare la jungle, la west-london e il detroit; incontra la deep house, ma non abbandona mai il jazz: il genere più disordinato e impeccabile che ci sia, strutturato in progressione come un progetto digitale. Da qui il Jazzy, la capacità di far comunicare appunto il jazz con la musica elettronica.
Svariate le collaborazioni: un durevole sodalizio con la Russia, tramite il duo SCSI-9 e in Germania con maestri come Lopazz, Elon, Yapacc, Chris Wood, Tom Clark, Ekkohaus e ancora Delano Smith, John Tejada, Gavin Herlihy, Vincenzo, Huxley, Moodymanc, Domu, Alexi Delano, Tuccillo, Ali Kuru, Yapacc, Casio Casino, Korablove, Lula Circus, Anton Kubikov, Accatone e via dicendo.
Negli ultimi anni Kisk si è esibito in eventi come Privat, Doc Show, Maximal, EDIT Festival, Carnemvale, in club leggendari come Fabric, Tresor, Amnesia, Fluid, Peter Pan,  oltre che presso il CSOA Pergola, Link ed altri.
(dalle 22 l’ingresso allo spazio concept richiede un contributo di 5 euro)

Il mio primo tête à tête con la stampa 3d

18/06/2012 at 10:16

wefab

Venerdì 29 giugno siamo al Kernel Festival di Desio con un workshop introduttivo alla stampa 3d:

Vieni a compiere insieme a noi i tuoi primi passi per imparare a stampare oggetti tridimensionali con la Makerbot, la stampante open-source a estrusione.
Esploreremo alcuni software gratuiti per creare i file, esamineremo alcuni oggetti condivisi dalle community online, li modificheremo, li convertiremo nei formati da dare in pasto alla Makerbot e, infine, ne stamperemo qualcuno.

Quando: 4 ore Venerdì 29 giugno, ore 14-18

Materiali: Ogni partecipante utilizzerà il proprio computer portatile sul quale installerà i software free necessari

Scopri le altre info sul sito del festival

Fabbricazione locale per la città del futuro

14/06/2012 at 14:24

wefab

Scarica il documento in PDF

Nel futuro che abbiamo in mente, le conoscenze e le tecnologie necessarie per disegnare e produrre oggetti di consumo saranno quanto più possibile aperte, libere e disponibili per chiunque voglia utilizzarle autonomamente.
Lo sviluppo tecnologico e la diffusione dei digital fabricator – macchine che consentono di fabbricare oggetti tridimensionali da file digitali in un unico processo, simile alla stampa –  ha reso negli ultimi tempi più sottile la distinzione tra oggetto finito e prototipo usato dai designer professionisti per affinare i propri progetti.  “I consumatori scaricheranno dei prodotti da internet allo stesso modo in cui oggi scaricano la musica, e potranno stamparli a casa o presso un service locale dopo aver modificato il prodotto secondo i loro gusti. Una nuova rivoluzione industriale può essere alle porte” (The Economist, 2011).
Questo cambiamento, che oggi compie i primi passi sotto i nomi di “fabbing “o  “maker movement”, apre la strada ad un nuovo modello economico in grado di valorizzare la produzione locale, favorire la sostenibilità, accorciare le filiere e rendere efficienti e veloci le transazioni tra progettista-produttore e consumatore di prodotti. Allo stesso tempo, si tratta di un’opportunità per molti giovani che vedono in questo sistema l’unica strada per costruirsi un percorso professionale puntando sulla propria creatività e capacità di autoproduzione.

Il programma

WeFab – Make the right thing! è un programma di azione-formazione che ha come scopo il rilancio della cultura della produzione e del “fare”, con particolare riferimento all’innovazione tecnologica abilitante e alla condivisione delle idee e delle esperienze.
Il programma si articola in numerose attività e progetti, tra cui

  • L’attivazione di un primo spazio pubblico in città dedicato ai maker: un laboratorio-officina per la progettazione aperta e la condivisione di strumenti di produzione avanzati (stampanti 3d – tagliatrici laser e  a acqua – frese cnc – macchine da cucire professionali …)
  • La realizzazione di workshop e seminari con particolare attenzione a giovani con difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro e freelance/microimprese in formazione continua
  • La costruzione di una discussione pubblica sul tema dell’innovazione nell’industria creativa, nello specifico nei settori del design e delle moda, in particolare sui modelli di sostenibilità e inquadramento istituzionale

La diagnosi

Siamo convinti che la creatività e l’innovazione siano processi sociali che necessitano di comunità e luoghi adatti a favorirne lo sviluppo.
Esiste un legame indissolubile tra il creare,  il conoscere e il fare collaborativo: “Making is not about making. Making is about sharing. La ragione per cui possiamo costruire così tanto al giorno d’oggi è perché la conoscenza di base, le capacità e gli strumenti per fare qualunque cose sono già disseminati, e formano un terreno fertile in cui far crescere qualunque ispirazione”  (Doctorow, 2011).

L’assottigliamento del confine tra produzione e consumo comporta un profondo mutamento di ruolo per “intermediari” come i designer, e sposta definitivamente il baricentro di potere (inteso come forza abilitante alla creazione) verso il singolo consumatore finale. “In questo sistema [peer economy, ndr.] non esistono prodotti finiti, ma soltanto artefatti in continua evoluzione. Non esiste un giudizio a priori, ma soltanto giudizi a posteriori e distribuiti. [...] Tale sistema non è pensato per produrre incentivi a particolari attività, ma si limiterebbe a rimuovere gli impedimenti che attualmente limitano l’espressione delle persone” (Bauwens, 2010).

Il territorio milanese è già ricco di creatività. In Italia, un’innovazione su quattro si registra a Milano. Nel 2010 la Camera di Commercio ha ricevuto più di 16 mila richieste di depositi, di cui 2.481 brevetti per invenzioni. Ma che fine fa questo immenso patrimonio? Quanto tempo impiega per essere restituito sotto forma di prodotti, servizi e conoscenza ai cittadini del territorio che l’ha generato?

A questo si aggiunge una dinamica occupazionale che vede negli ultimi anni in rapida e pericolosa crescita il numero di disoccupati ad alta qualificazione (Rapporto Almalaurea 2012). Questa popolazione, difficilmente intercettabile dalle tradizionali politiche attive per il lavoro, necessita di supporto e strumenti per la creazione rapida di percorsi professionali autonomi.
Per questo crediamo sia necessario e urgente sviluppare nel territorio milanese una nuova ecologia dell’innovazione sostenibile e diffusa, locale ma in grado di partecipare a community globali, se necessario anche mettendo in questione lo status quo e sfidando le convenzioni per trovare nuovi modelli d’azione.

I luoghi del programma

La geografia della produzione che osserviamo come cittadini e come piccoli imprenditori non rispecchia i cambiamenti in corso e la nostra idea di economia produttiva sostenibile . Quello che vediamo oggi a Milano è una città pensata per ospitare soltanto scrivanie, nella quale gli spazi per la produzione rimangono spesso abbandonati o sottoutilizzati. Le iniziative a sostegno di idee innovative si sono concentrate negli ultimi dieci anni su un’idea stereotipata di innovazione tecnologica, e non hanno saputo dimostrarsi efficaci in termini di impatto economico e occupazionale.
Anche spazi pubblici come la Fabbrica del Vapore sono diventati nel corso degli anni soltanto sedi di rappresentanza per studi privati di progettazione, senza avere la capacità di restituire al territorio abbastanza per poter essere considerati davvero “spazi cittadini”. Per questo pensiamo sia necessaria discontinuità rispetto ad esperienze che non siano state in grado di produrre negli anni né good jobs, né significative esperienze di imprenditorialità, né più in generale esperienze di vita sociale cittadina. Questi sono gli output che consideriamo essenziali nella valutazione di un progetto di spazio cittadino destinato alla produzione.
Crediamo nelle iniziative di riuso temporaneo di spazi abbandonati, ma siamo altresì convinti che per renderle davvero efficaci siano necessari progetti di utilizzo degli spazi dotati di forte e coerente identità, in grado di attirare l’attenzione di tutta la cittadinanza, convogliare energie e competenze verso obiettivi di interesse comune e con esternalità positive immediate sul territorio. Siamo convinti che lo sforzo per pensare progetti di qualità per l’utilizzo degli spazi possa essere ripagato dalle economie generate dallo spazio stesso, e dalle energie che idee forti sono in grado di attivare spontaneamente.

L’obiettivo del programma

La sfida di WeFab – make the right thing! è dimostrare che la cultura della produzione e dell’innovazione dai codici aperti possa produrre innanzitutto nuovo lavoro.
La città che abbiamo in mente ha un laboratorio  in ogni quartiere. Una biblioteca di conoscenze e attrezzi in grado di produrre/rinnovare pressoché qualunque cosa. Un luogo aperto a tutti dove poter sperimentare e condividere immediatamente ciò che si crea, imparare ad autoprodurre e costruirsi un percorso professionale autonomo.

A chi serve il programma

Il programma WeFab si rivolge innanzitutto alle forze creative della città di Milano. Tra questi, i giovani che malgrado percorsi di studi qualificanti scontano difficoltà d’inserimento in un mercato del lavoro che richiede sempre più capacità di assumersi dei rischi, fino al punto di “farsi impresa”. In questo scenario le attività di WeFab intendono porsi come forza abilitante l’autoproduzione, sia nella fase creativa di generazione di idee innovative, sia nella prototipazione e produzione, sia nella facilitazione all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali.

Il gruppo d’azione

WeFab è un gruppo informale impegnato da più di un anno nello sviluppo della cultura maker. I membri fondatori del gruppo sono caratterizzati da curriculum e competenze eterogenee (ingegneria, design, comunicazione, management), ma accomunati dall’attenzione verso la tematica del Lavoro e dell’Innovazione tecnologica. Il gruppo è inoltre caratterizzato dall’esperienza personale di microimprenditorialità, oltre che dal background nel campo della ricerca-intervento, dell’attivismo sociale sui temi del lavoro, della precarietà.
E’ inoltre in fase di costituzione un’associazione non riconosciuta che coordinerà le azioni di WeFab e amplierà l’adesione al gruppo verso chiunque desideri impegnarsi sulle tematiche oggetto delle azioni.

La governance e gestione dei progetti

Raggiungere obbiettivi, trovare soluzioni innovative, attuare modalità di cambiamento pianificato e partecipato non è facile. L’approccio che proponiamo per l’attuazione e gestione del nostro programma è centrata sulla qualità dei Progetti. Pensiamo che una vision forte e  un concept definito siano i passi fondamentali per attivare il coinvolgimento spontaneo di persone che possano farsi carico della gestione operativa delle singole iniziative.
In questo passaggio, riteniamo essenziale l’utilizzo del web come modalità di partecipazione attiva sia nella definizione dei progetti, sia nella valutazione pubblica: l’esperienza delle comunità open source dimostra che è possibile condurre progetti complessi con ampio coinvolgimento e allo stesso tempo altissima professionalità e qualità.

Il finanziamento del programma

Il programma potrà essere finanziato da un gruppo di sponsor privati e pubblici. Il gruppo promotore farà inoltre application per il finanziamento di progetti specifici nazionali e internazionali. L’idea centrale del programma è che ciascun progetto o iniziativa possa tendere a essere sostenibile economicamente grazie a ricavi ottenuti dalla vendita di servizi di fabbricazione e consulenza professionale.
All’interno del programma possono aver luogo attività commissionate da singoli partner o gruppi di partner, legate alle tematiche e agli scopi dell’iniziativa.
In particolare potranno essere svolte:

  • attività di formazione e animazione rivolte a policy makers, manager di territori e istituzioni
  • workshop e seminari destinati ad un pubblico specializzato e non specializzato
  • contest e cicli di eventi a tema, ospitati nella sede scelta per lo spazio o in altri luoghi significativi della città
  • progettazione ed erogazione di servizi legati alla produzione on-demand, sostenibile e distribuita

 

wefab.it – giugno 2012                                                 [Marco Bocola, Costantino Bongiorno, Eleonora Ricca, Zoe Romano]
twitter: @wefab_it

Livin’ la vida l’OCA, ovvero perchè andiamo all’ex-ansaldo

13/06/2012 at 13:09

ex-ansaldo

Da più di un anno con Wefab stiamo lavorando per diffondere una teoria e soprattutto una pratica che vede nella condivisione delle idee, nei codici aperti, nelle filiere locali e nelle tecnologie abilitanti un paradigma per trasformare non solo il modo in cui lavoriamo, ma anche come produciamo valore e lo investiamo nei luoghi e nelle comunità che abitiamo ogni giorno.

Nei mesi passati abbiamo tentato di dare corpo alla nostra idea intessendo relazioni, coinvolgendo tanti interlocutori e attivando spazi che hanno ospitato temporaneamente eventi e iniziative in cui condividere nei fatti i nostri temi e il nostro approccio.

Nei prossimi giorni partecipiamo ad OCA perchè speriamo possa essere un’occasione di confronto e discussione delle nostre idee e dei percorsi che vorremmo intraprendere per cambiare il modo di fare le cose a Milano.

Perchè non si tratta solo di spazi da farsi assegnare ma di policy di tali spazi, perchè si tratta di decidere nuove regole a partire da nuove esigenze sociali, nonchè di trasparenza e partecipazione fattiva.

Saremo a OCA, anche se il tempo per prepararsi è stato davvero poco, perché crediamo sia importante dare il nostro contributo in questa fase costituente e raccogliere l’invito delle istituzioni nato anche grazie all’esperienza di Macao.

Speriamo che questi tavoli rappresentino soltanto l’inizio di un impegno concreto per progettare insieme gli spazi davvero “pubblici” e i beni davvero comuni.

Abbiamo riassunto il nostro progetto maturato attraverso le esperienze degli anni passati. Lo condivideremo domani in un documento pubblico e vorremmo discuterlo innanzitutto nei prossimi giorni durante i workshop dell’OCA, ma anche oltre con chiunque sia interessato.

UPDATE 14 giugno –  Ecco pubblicato il documento di cui parlavamo ieri: Fabbricazione locale per la città del futuro | Una proposta per Milano