Il nostro intervento a BAM in 12 tweet

24/05/2012 at 11:35

Se fossimo stati tra il pubblico, avremmo twittato così durante il nostro intervento di venerdì scorso a BAM – Bioarquitectura Mediterránea .

   

Il fabbing: che cos’è è perché dobbiamo prenderlo sul serio

Il sistema di produzione di oggetti assomiglia sempre più a quello di produzione del software e della conoscenza – “atoms are the new bits”

La diffusione di tecnologie di manifattura additiva per uso personale viene è stato definito il segnale di una nuova rivoluzione industriale

 

Fabbing e cambiamento organizzativo: una nuova divisione del lavoro globale?

Attuale geografia della produzione: alcune regioni inventano e innovano, altre producono con basso costo del lavoro, altre ancora consumano

Un nuovo scenario: ideazione in rete, collaborativa e legata a dei commons (modello open source), produzione locale e “mass customized”

La produzione a “km zero” impatta direttamente sullo territorio che consuma, facilitando la sensibilizzazione e la modifica delle abitudini

La condivisione online dei saperi legati alla produzione favorisce inoltre una diffusione rapida, equa e capillare delle innovazioni

 

Reti di produttori in Italia: due o tre cose che sappiamo di loro 

Le imprese dei distretti italiani già operano in rete: collaborano localmente per competere su un mercato globale. Ma così non basta

E se invece si provasse a fare il contrario: cooperare globalmente (condividendo i saperi) e competere localmente tra produttori?

Brevetti e copyright sono barriere all’innovazione: i produttori locali devono concentrarsi sulla qualità e sul rapporto con il territorio

 

Né designer né produttore: professione Maker

I maker fanno propri dei saperi liberi e condivisi e li usano per creare prodotti e servizi per la propria comunità di riferimento

WeFab: diffondiamo nuovi saperi “open” per stimolare la nascita di microimprese che agiscano secondo questa logica rivoluzionaria

 

Nuovi territori e spazi della produzione: una sfida per progettisti e istituzioni

Fabbricazione “casalinga” o “di quartiere”: la nuova produzione richiede spazi diversi per la produzione locale