Fabbricazione locale per la città del futuro

14/06/2012 at 14:24

wefab

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Nel futuro che abbiamo in mente, le conoscenze e le tecnologie necessarie per disegnare e produrre oggetti di consumo saranno quanto più possibile aperte, libere e disponibili per chiunque voglia utilizzarle autonomamente.
Lo sviluppo tecnologico e la diffusione dei digital fabricator – macchine che consentono di fabbricare oggetti tridimensionali da file digitali in un unico processo, simile alla stampa –  ha reso negli ultimi tempi più sottile la distinzione tra oggetto finito e prototipo usato dai designer professionisti per affinare i propri progetti.  “I consumatori scaricheranno dei prodotti da internet allo stesso modo in cui oggi scaricano la musica, e potranno stamparli a casa o presso un service locale dopo aver modificato il prodotto secondo i loro gusti. Una nuova rivoluzione industriale può essere alle porte” (The Economist, 2011).
Questo cambiamento, che oggi compie i primi passi sotto i nomi di “fabbing “o  “maker movement”, apre la strada ad un nuovo modello economico in grado di valorizzare la produzione locale, favorire la sostenibilità, accorciare le filiere e rendere efficienti e veloci le transazioni tra progettista-produttore e consumatore di prodotti. Allo stesso tempo, si tratta di un’opportunità per molti giovani che vedono in questo sistema l’unica strada per costruirsi un percorso professionale puntando sulla propria creatività e capacità di autoproduzione.

Il programma

WeFab – Make the right thing! è un programma di azione-formazione che ha come scopo il rilancio della cultura della produzione e del “fare”, con particolare riferimento all’innovazione tecnologica abilitante e alla condivisione delle idee e delle esperienze.
Il programma si articola in numerose attività e progetti, tra cui

  • L’attivazione di un primo spazio pubblico in città dedicato ai maker: un laboratorio-officina per la progettazione aperta e la condivisione di strumenti di produzione avanzati (stampanti 3d – tagliatrici laser e  a acqua – frese cnc – macchine da cucire professionali …)
  • La realizzazione di workshop e seminari con particolare attenzione a giovani con difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro e freelance/microimprese in formazione continua
  • La costruzione di una discussione pubblica sul tema dell’innovazione nell’industria creativa, nello specifico nei settori del design e delle moda, in particolare sui modelli di sostenibilità e inquadramento istituzionale

La diagnosi

Siamo convinti che la creatività e l’innovazione siano processi sociali che necessitano di comunità e luoghi adatti a favorirne lo sviluppo.
Esiste un legame indissolubile tra il creare,  il conoscere e il fare collaborativo: “Making is not about making. Making is about sharing. La ragione per cui possiamo costruire così tanto al giorno d’oggi è perché la conoscenza di base, le capacità e gli strumenti per fare qualunque cose sono già disseminati, e formano un terreno fertile in cui far crescere qualunque ispirazione”  (Doctorow, 2011).

L’assottigliamento del confine tra produzione e consumo comporta un profondo mutamento di ruolo per “intermediari” come i designer, e sposta definitivamente il baricentro di potere (inteso come forza abilitante alla creazione) verso il singolo consumatore finale. “In questo sistema [peer economy, ndr.] non esistono prodotti finiti, ma soltanto artefatti in continua evoluzione. Non esiste un giudizio a priori, ma soltanto giudizi a posteriori e distribuiti. [...] Tale sistema non è pensato per produrre incentivi a particolari attività, ma si limiterebbe a rimuovere gli impedimenti che attualmente limitano l’espressione delle persone” (Bauwens, 2010).

Il territorio milanese è già ricco di creatività. In Italia, un’innovazione su quattro si registra a Milano. Nel 2010 la Camera di Commercio ha ricevuto più di 16 mila richieste di depositi, di cui 2.481 brevetti per invenzioni. Ma che fine fa questo immenso patrimonio? Quanto tempo impiega per essere restituito sotto forma di prodotti, servizi e conoscenza ai cittadini del territorio che l’ha generato?

A questo si aggiunge una dinamica occupazionale che vede negli ultimi anni in rapida e pericolosa crescita il numero di disoccupati ad alta qualificazione (Rapporto Almalaurea 2012). Questa popolazione, difficilmente intercettabile dalle tradizionali politiche attive per il lavoro, necessita di supporto e strumenti per la creazione rapida di percorsi professionali autonomi.
Per questo crediamo sia necessario e urgente sviluppare nel territorio milanese una nuova ecologia dell’innovazione sostenibile e diffusa, locale ma in grado di partecipare a community globali, se necessario anche mettendo in questione lo status quo e sfidando le convenzioni per trovare nuovi modelli d’azione.

I luoghi del programma

La geografia della produzione che osserviamo come cittadini e come piccoli imprenditori non rispecchia i cambiamenti in corso e la nostra idea di economia produttiva sostenibile . Quello che vediamo oggi a Milano è una città pensata per ospitare soltanto scrivanie, nella quale gli spazi per la produzione rimangono spesso abbandonati o sottoutilizzati. Le iniziative a sostegno di idee innovative si sono concentrate negli ultimi dieci anni su un’idea stereotipata di innovazione tecnologica, e non hanno saputo dimostrarsi efficaci in termini di impatto economico e occupazionale.
Anche spazi pubblici come la Fabbrica del Vapore sono diventati nel corso degli anni soltanto sedi di rappresentanza per studi privati di progettazione, senza avere la capacità di restituire al territorio abbastanza per poter essere considerati davvero “spazi cittadini”. Per questo pensiamo sia necessaria discontinuità rispetto ad esperienze che non siano state in grado di produrre negli anni né good jobs, né significative esperienze di imprenditorialità, né più in generale esperienze di vita sociale cittadina. Questi sono gli output che consideriamo essenziali nella valutazione di un progetto di spazio cittadino destinato alla produzione.
Crediamo nelle iniziative di riuso temporaneo di spazi abbandonati, ma siamo altresì convinti che per renderle davvero efficaci siano necessari progetti di utilizzo degli spazi dotati di forte e coerente identità, in grado di attirare l’attenzione di tutta la cittadinanza, convogliare energie e competenze verso obiettivi di interesse comune e con esternalità positive immediate sul territorio. Siamo convinti che lo sforzo per pensare progetti di qualità per l’utilizzo degli spazi possa essere ripagato dalle economie generate dallo spazio stesso, e dalle energie che idee forti sono in grado di attivare spontaneamente.

L’obiettivo del programma

La sfida di WeFab – make the right thing! è dimostrare che la cultura della produzione e dell’innovazione dai codici aperti possa produrre innanzitutto nuovo lavoro.
La città che abbiamo in mente ha un laboratorio  in ogni quartiere. Una biblioteca di conoscenze e attrezzi in grado di produrre/rinnovare pressoché qualunque cosa. Un luogo aperto a tutti dove poter sperimentare e condividere immediatamente ciò che si crea, imparare ad autoprodurre e costruirsi un percorso professionale autonomo.

A chi serve il programma

Il programma WeFab si rivolge innanzitutto alle forze creative della città di Milano. Tra questi, i giovani che malgrado percorsi di studi qualificanti scontano difficoltà d’inserimento in un mercato del lavoro che richiede sempre più capacità di assumersi dei rischi, fino al punto di “farsi impresa”. In questo scenario le attività di WeFab intendono porsi come forza abilitante l’autoproduzione, sia nella fase creativa di generazione di idee innovative, sia nella prototipazione e produzione, sia nella facilitazione all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali.

Il gruppo d’azione

WeFab è un gruppo informale impegnato da più di un anno nello sviluppo della cultura maker. I membri fondatori del gruppo sono caratterizzati da curriculum e competenze eterogenee (ingegneria, design, comunicazione, management), ma accomunati dall’attenzione verso la tematica del Lavoro e dell’Innovazione tecnologica. Il gruppo è inoltre caratterizzato dall’esperienza personale di microimprenditorialità, oltre che dal background nel campo della ricerca-intervento, dell’attivismo sociale sui temi del lavoro, della precarietà.
E’ inoltre in fase di costituzione un’associazione non riconosciuta che coordinerà le azioni di WeFab e amplierà l’adesione al gruppo verso chiunque desideri impegnarsi sulle tematiche oggetto delle azioni.

La governance e gestione dei progetti

Raggiungere obbiettivi, trovare soluzioni innovative, attuare modalità di cambiamento pianificato e partecipato non è facile. L’approccio che proponiamo per l’attuazione e gestione del nostro programma è centrata sulla qualità dei Progetti. Pensiamo che una vision forte e  un concept definito siano i passi fondamentali per attivare il coinvolgimento spontaneo di persone che possano farsi carico della gestione operativa delle singole iniziative.
In questo passaggio, riteniamo essenziale l’utilizzo del web come modalità di partecipazione attiva sia nella definizione dei progetti, sia nella valutazione pubblica: l’esperienza delle comunità open source dimostra che è possibile condurre progetti complessi con ampio coinvolgimento e allo stesso tempo altissima professionalità e qualità.

Il finanziamento del programma

Il programma potrà essere finanziato da un gruppo di sponsor privati e pubblici. Il gruppo promotore farà inoltre application per il finanziamento di progetti specifici nazionali e internazionali. L’idea centrale del programma è che ciascun progetto o iniziativa possa tendere a essere sostenibile economicamente grazie a ricavi ottenuti dalla vendita di servizi di fabbricazione e consulenza professionale.
All’interno del programma possono aver luogo attività commissionate da singoli partner o gruppi di partner, legate alle tematiche e agli scopi dell’iniziativa.
In particolare potranno essere svolte:

  • attività di formazione e animazione rivolte a policy makers, manager di territori e istituzioni
  • workshop e seminari destinati ad un pubblico specializzato e non specializzato
  • contest e cicli di eventi a tema, ospitati nella sede scelta per lo spazio o in altri luoghi significativi della città
  • progettazione ed erogazione di servizi legati alla produzione on-demand, sostenibile e distribuita

 

wefab.it – giugno 2012                                                 [Marco Bocola, Costantino Bongiorno, Eleonora Ricca, Zoe Romano]
twitter: @wefab_it

Appuntamento a Barcellona per BaM

13/05/2012 at 20:08

Venerdì 18 maggio alle 9.30 interverremo alla conferenza  BAM – Bioarquitectura Mediterránea per parlare di fabbing come innovazione sociale e organizzativa. Se siete a Barcellona venite a conoscerci! Per tutti gli altri, tenete d’occhio il nostro twitter.

BAM – Bioarquitectura Mediterránea è un progetto nato a Barcellona, che promuove le buone pratiche in architettura e uno sviluppo sano e positivo delle persone e della conoscenza del patrimonio naturale e antropico.

Lavorincasa.it

11/04/2011 at 16:16

Prototipazione rapida: fabbing
L’arte per ottenere un design autoprodotto e in piccola serie, grazie al vettoriale e a semplici stampanti 3D.

Valentina Caiazzo su Lavoriincasa.it